L’Odissea di Elon Musk realizzata con l’intelligenza artificiale è arrivata su X, ma l’accoglienza dei primi sette minuti è stata prevalentemente negativa. Venerdì 23 ottobre 2026, l’account ufficiale di Grok Imagine ha pubblicato il primo episodio del progetto ispirato al poema di Omero, sviluppato attraverso gli strumenti generativi di xAI in collaborazione con Wonder Studios e il regista Dev Walker. Il filmato rappresenta il primo risultato pubblico dell’iniziativa annunciata dall’imprenditore durante l’estate, quando aveva promesso un lungometraggio capace di offrire una versione storicamente accurata dell’opera, in contrapposizione all’adattamento cinematografico diretto da Christopher Nolan. A tre mesi da quelle dichiarazioni, tuttavia, il materiale presentato consiste in un episodio di circa sette minuti, accolto da numerosi commenti critici per la resa dei personaggi, l’interpretazione delle voci e la costruzione delle sequenze narrative.

La pubblicazione arriva dopo una lunga polemica alimentata dallo stesso Musk nei confronti delle scelte artistiche di Nolan. L’imprenditore aveva contestato soprattutto la presenza di Lupita Nyong’o ed Elliot Page nel cast, sostenendo che alcune decisioni del regista fossero influenzate dai criteri di inclusione adottati dall’industria cinematografica americana. La discussione si era sviluppata prima dell’uscita nelle sale di The Odyssey, accompagnata dalla promessa di realizzare attraverso Grok Imagine un’alternativa più rispettosa, secondo Musk, del materiale originale. Il film di Nolan, distribuito a luglio, ha intanto superato 1,78 miliardi di dollari di incassi mondiali, diventando il maggiore successo commerciale della carriera del regista. Un risultato che rende ancora più evidente la differenza tra un kolossal cinematografico già completato e un progetto generativo del quale è stata mostrata soltanto una prima parte.

Odissea di Elon Musk

L’Odissea di Grok: immagini convincenti, ma la narrazione non convince

Il primo episodio segue Ulisse nei momenti che precedono la partenza per la guerra di Troia, alternando scene ambientate a Itaca, dialoghi con Penelope e immagini dell’esercito greco impegnato nella spedizione. Compaiono anche sequenze dedicate a Telemaco, il figlio dell’eroe, mentre cresce durante l’assenza del padre. Sul piano visivo, alcune ricostruzioni degli ambienti e delle flotte mostrano i progressi compiuti dai sistemi di generazione video, capaci di produrre immagini dall’aspetto cinematografico e composizioni particolarmente elaborate. Le difficoltà diventano però evidenti quando entrano in gioco le interazioni tra i personaggi e la necessità di mantenere continuità tra le inquadrature.

Le critiche pubblicate nelle ore successive hanno riguardato soprattutto l’inespressività dei volti, la scarsa naturalezza dei movimenti e il rapporto tra dialoghi e immagini. Diverse valutazioni hanno sottolineato come le sequenze, pur essendo visivamente curate, fatichino a costruire un coinvolgimento emotivo. Anche la caratterizzazione dei protagonisti risulta problematica: i personaggi appaiono talvolta poco distinguibili e la loro resa visiva non mantiene sempre la stessa coerenza. Il risultato ricorda in alcuni passaggi una successione di immagini promozionali, più che una narrazione nella quale gli eventi si sviluppano attraverso le azioni e le scelte dei protagonisti. Non sono mancate valutazioni positive sulla qualità tecnica di alcune scene, ma l’accoglienza complessiva è stata segnata da giudizi severi, condivisi anche da spettatori generalmente favorevoli alle potenzialità dell’intelligenza artificiale.

Elon Musk
Elon Musk

L’aspetto più interessante della vicenda riguarda proprio il cambiamento delle aspettative del pubblico. Fino a poco tempo fa, ottenere attraverso un sistema generativo ambientazioni realistiche e personaggi apparentemente credibili rappresentava già un risultato capace di attirare attenzione. Oggi quella qualità visiva, da sola, sembra non essere più sufficiente. Gli spettatori chiedono ai contenuti realizzati con l’AI la stessa continuità narrativa, espressività e coerenza che si aspettano da una produzione cinematografica tradizionale. Il filmato di Grok mostra quanto possa essere ampio il divario tra la capacità di generare una singola inquadratura efficace e quella di raccontare una storia attraverso scene collegate, personaggi riconoscibili e dialoghi convincenti.

La promessa di fedeltà storica e i dubbi sollevati da Grok

Alle osservazioni sulla qualità del filmato si aggiunge una contraddizione legata all’obiettivo dichiarato da Musk. Secondo una verifica pubblicata dalla rivista americana Wired, interrogato direttamente sulla fedeltà storica dell’episodio, lo stesso chatbot Grok ha riconosciuto che la produzione non può essere considerata una ricostruzione storicamente accurata. Tra gli elementi evidenziati figurano l’utilizzo dell’inglese moderno nei dialoghi e alcune rappresentazioni militari non corrispondenti alle ricostruzioni convenzionali dell’epoca. Il sistema ha inoltre ricordato che l’Odissea appartiene alla tradizione mitologica e letteraria, non alla documentazione storica di eventi effettivamente accertati.

Odissea di Elon Musk

La distinzione è tutt’altro che secondaria. Il poema attribuito a Omero intreccia riferimenti al mondo greco antico, elementi mitologici e tradizioni risalenti a periodi differenti. Chiedere a un adattamento cinematografico di essere fedele al testo significa quindi affrontare una questione diversa rispetto alla ricostruzione storica di un avvenimento documentato. Anche per questa ragione, il confronto promosso da Musk con Nolan appare difficile da sostenere esclusivamente sul terreno dell’accuratezza. Il film generato con Grok adotta a sua volta convenzioni narrative e visive contemporanee, senza che questo rappresenti necessariamente un difetto artistico. Diventa però rilevante quando il progetto viene presentato pubblicamente come una risposta alle presunte infedeltà dell’adattamento precedente.

Rimane infine aperta la questione del completamento dell’opera. L’annuncio iniziale di Musk riguardava un lungometraggio da realizzare entro la fine del 2026, mentre il materiale diffuso il 23 ottobre viene presentato come il primo episodio di una serie. Non sono stati comunicati un calendario completo delle successive pubblicazioni né dettagli sufficienti per stabilire quale parte della lavorazione sia stata gestita direttamente dall’intelligenza artificiale e quale attraverso l’intervento creativo degli specialisti coinvolti. La collaborazione con Wonder Studios e Dev Walker conferma infatti la presenza di professionisti nella realizzazione del progetto, senza consentire di attribuire automaticamente ogni decisione artistica al sistema generativo. Per valutare il risultato finale sarà necessario conoscere l’effettiva forma dell’opera completa. I primi sette minuti, intanto, hanno già mostrato un limite concreto: la produzione di immagini spettacolari non garantisce, da sola, la riuscita di un racconto cinematografico.