Il 28 ottobre il mondo del cinema ha detto addio a Patrick Stewart, passato alle cronache per il ruolo di Jean-Luc Picard in Star Trek e quello del professor Charles Xavier in X-Men. Patrick Stewart non è però solo l’attore noto ai più per questi ruoli, ma, in primis, un interprete teatrale solido, con una vita illuminata fin dalla più tenera età dalle luci del mondo dello spettacolo. L’artista britannico nasce il 13 luglio del 1940 a Mirfield, West Riding of Yorkshire. Ultimo di tre figli, cresce in una famiglia piuttosto umile, madre operaia e padre militare. La figura del padre pare segnare tutta la prima fase dell’esistenza del giovane Patrick, che cerca, appena possibile, di uscire dalla sua ombra.

Dall’infanzia al teatro shakespeariano

Nella sua giovinezza, Stewart frequenta la Crowless Junior and Infant School, dove ha il primo incontro con il teatro. Racconta infatti che proprio qui il suo insegnante di inglese, intuendone la predisposizione, gli mette in mano una copia di Shakespeare e gli dice: “Ora alzati in piedi e recita”. Così, dopo un periodo presso il Library Theatre di Manchester, dal 1966 al 1982 diventa membro della Royal Shakespeare Company, avviando la sua carriera da attore teatrale.

Patrick Stewart

Il successo con Star Trek e il capitano Jean-Luc Picard

Nel corso degli anni Ottanta, partecipa a diverse soap opera, inaugurando il versante televisivo del suo percorso attoriale. Non abbandona però mai il teatro, e, anzi, proprio per trovare i finanziamenti per la messa in scena dello spettacolo “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, inizia a lavorare a Hollywood. Persuaso dai suoi agenti, a loro volta convinti di un netto fallimento della serie di Star Trek, decide di firmare il contratto per sei anni, nel ruolo di Jean-Luc Picard. A conferma dell’anonimato con cui Stewart entra nelle prime scene di “Star Trek: The Next Generation” (1987), c’è una dichiarazione del Los Angeles Times, che lo definisce uno “sconosciuto attore britannico shakespeariano”. Nessuno immaginava che proprio quello “sconosciuto” sarebbe passato alla storia nei fortunati panni del Capitano Picard.

Nel 1995, viene candidato allo Screen Actors Guild Awards nella categoria di “migliore attore in una serie drammatica” e nel 1996 gli viene assegnata una delle rinomate stelle nella Hollywood Walk of Fame. Questa identificazione immediata nell’immaginario e nella memoria del pubblico con il personaggio di Picard però ha fatto sì che per lungo tempo Stewart abbia riscontrato delle difficoltà nel ricoprire altri ruoli di rilievo in produzioni hollywoodiane.

Patrick Stewart

X-Men e il ruolo del professor Charles Xavier

L’eccezione arriva con “X-Men” (2000). Qui Stewart si cala nei panni del professor Charles Xavier, a detta sua tanto simile a Picard e anche alla sua stessa conformazione fisica da definirlo un “calvo ragazzone inglese con una voce profonda”.

Il doppiaggio, l’impegno sociale e l’ultimo saluto

Per il progetto complessivo di X-Men Stewart si spende anche come doppiatore, in diversi suoi videogiochi. La sua carriera nel mondo del doppiaggio è piuttosto florida, e lo vede prestare la sua voce anche nei doppiaggi inglesi degli anime giapponesi “Nausicaa della Valle del vento” (1984) di Hayao Miyazaki e “Steamboy” (2004). Ha poi partecipato come Guest Star in due episodi de I Simpson, “Homer il grande” e “Il favoloso Barter”. Dal 2006, inoltre, diventa testimonial per Amnesty International e Refuge, portando la sua testimonianza nell’ambito delle violenze domestiche e dei soprusi, e difendendo così la causa di donne maltrattate.

Patrick Stewart

Malgrado il vuoto lasciato appena due giorni fa, dato dal decesso improvviso nella sua casa di Los Angeles a 86 anni per diverse complicanze dovute alla malattia di Alzheimer e alla demenza a corpi di Lewy, potremo essere in parte confortati dalla sua presenza in “Avengers: Doomsday”, che uscirà nelle sale nel dicembre 2026. Avremo così modo di rivederlo in azione, almeno per un’ultima, prima volta.