La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma prende il via oggi, martedì 13 ottobre 2026, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con una cerimonia inaugurale affidata a Ema Stokholma e la presentazione in anteprima del nuovo film di Paolo Genovese, Il rumore delle cose nuove. La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma presieduta da Salvatore Nastasi, con la direzione artistica di Paola Malanga, proseguirà fino a domenica 25 ottobre, trasformando la Capitale in uno dei principali punti d’incontro del cinema nazionale e internazionale. L’appuntamento inaugurale è fissato alle 19 nella Sala Sinopoli, con la possibilità di seguire la cerimonia contemporaneamente anche dalla Sala Petrassi. La serata prevede inoltre l’assegnazione dell’Industry Lifetime Achievement Award alla produttrice britannica Tessa Ross, consegnato da Edward Berger, e del nuovo Banca Ifis Music Award al compositore Nicola Piovani, premiato da Marco Bellocchio. Il programma della prima giornata comprende anche esposizioni fotografiche, incontri e proiezioni speciali distribuiti tra l’Auditorium e la Casa del Cinema, confermando la volontà della manifestazione di svilupparsi oltre il tradizionale spazio delle anteprime sul red carpet.
L’apertura con un film italiano di grande richiamo e due riconoscimenti dedicati ai professionisti del settore definisce immediatamente il carattere della nuova edizione. La Festa non si presenta soltanto come una successione di proiezioni, ma come un appuntamento nel quale la produzione contemporanea dialoga con il lavoro di chi ha contribuito a trasformare il linguaggio cinematografico, dietro e davanti alla macchina da presa. La scelta di Paolo Genovese assume un significato particolare perché riguarda uno dei registi italiani che negli ultimi anni hanno dimostrato maggiore capacità di raggiungere il grande pubblico, anche attraverso film destinati a una circolazione internazionale. Allo stesso tempo, gli omaggi a Ross e Piovani restituiscono visibilità a due ambiti fondamentali della realizzazione cinematografica, la produzione e la composizione musicale, spesso meno immediatamente riconoscibili rispetto al lavoro degli interpreti e dei registi.
Il rumore delle cose nuove apre la Festa: Paolo Genovese torna a raccontare le fragilità delle coppie
Il film scelto per inaugurare la sezione Grand Public è Il rumore delle cose nuove, nuova opera corale scritta e diretta da Paolo Genovese, che riunisce un cast composto da Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella ed Edoardo Pesce, con la partecipazione di Claudio Santamaria. La vicenda mette al centro tre coppie che non si conoscono, ma che condividono una condizione emotiva simile: ciascuna ha costruito attorno alla propria esistenza una forma di stabilità destinata a diventare progressivamente una limitazione. Un avvenimento inatteso coinvolgerà i protagonisti, costringendoli a interrogarsi sulle scelte compiute e sulle relazioni attraverso le quali hanno definito la propria quotidianità.
La premessa narrativa riporta Genovese verso uno dei territori più riconoscibili del suo cinema: l’osservazione dei rapporti umani attraverso situazioni capaci di mettere in crisi equilibri apparentemente consolidati. Il regista aveva già utilizzato questo meccanismo in Perfetti sconosciuti, trasformando una cena tra amici in una riflessione sull’identità privata e sulle informazioni che ciascuno sceglie di nascondere alle persone più vicine. Con Follemente, uscito nel 2025, aveva invece esplorato le contraddizioni della vita sentimentale attraverso una rappresentazione delle diverse componenti emotive e razionali che condizionano le decisioni individuali. Il rumore delle cose nuove sembra proseguire questo percorso, spostando l’attenzione sulle abitudini costruite all’interno delle relazioni e sulla difficoltà di riconoscere quando la ricerca di sicurezza finisce per impedire il cambiamento.

La scelta di Genovese per l’apertura assume anche un valore industriale. Follemente è stato uno dei maggiori successi del mercato cinematografico italiano del 2025, mentre Perfetti sconosciuti ha raggiunto una notorietà internazionale attraverso un numero eccezionale di adattamenti realizzati in numerosi Paesi. Il suo cinema ha dimostrato come storie apparentemente legate a situazioni quotidiane possano attraversare contesti culturali differenti, grazie alla centralità di sentimenti e conflitti facilmente riconoscibili. Affidargli l’inaugurazione della Festa significa quindi scegliere una produzione capace di unire ambizione narrativa e potenziale interesse del pubblico, senza ricorrere necessariamente a un grande spettacolo d’azione o a una proprietà cinematografica già consolidata.
Il nuovo film è una produzione Lotus Production, società del Leone Film Group, con Rai Cinema, realizzata in collaborazione con Disney+ e in associazione con Vice Pictures. Dopo la presentazione romana, arriverà nelle sale italiane il 12 novembre 2026, distribuito da 01 Distribution. L’anteprima alla Festa rappresenta dunque il primo incontro pubblico con un’opera destinata a raggiungere gli spettatori italiani nelle settimane successive, collocando il festival in una posizione strategica anche per la promozione della stagione cinematografica autunnale.
Tessa Ross e Nicola Piovani, due riconoscimenti per chi ha costruito grandi storie cinematografiche
La cerimonia inaugurale dedicherà una parte importante del proprio programma alla celebrazione di due carriere particolarmente significative. Tessa Ross riceverà l’Industry Lifetime Achievement Award, riconoscimento destinato alle personalità dell’industria cinematografica internazionale che hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione e alla diffusione di opere di particolare rilievo. A consegnarle il premio sarà Edward Berger, regista di Conclave, film al quale la produttrice britannica ha collaborato e che era stato presentato proprio alla Festa del Cinema di Roma nel 2024.

La carriera di Ross attraversa alcune delle produzioni più importanti del cinema britannico e internazionale degli ultimi decenni. Il suo lavoro è legato a titoli come Billy Elliot, The Millionaire, L’ultimo re di Scozia, In Bruges, 12 anni schiavo e La zona d’interesse, opere molto differenti tra loro ma accomunate dalla capacità di coniugare una forte identità artistica con una significativa circolazione internazionale. Il riconoscimento romano valorizza quindi una professionista che ha contribuito alla realizzazione di film premiati e discussi in tutto il mondo, evidenziando il ruolo fondamentale della produzione nelle scelte creative e nella possibilità di trasformare un progetto cinematografico in un’opera compiuta.
Nicola Piovani sarà invece il primo destinatario del Banca Ifis Music Award, un nuovo riconoscimento istituito per celebrare il contributo della musica al cinema. A consegnargli il premio sarà Marco Bellocchio, con il quale il compositore condivide un rapporto artistico iniziato negli anni Settanta. La scelta assume un significato particolare perché Piovani rappresenta uno dei nomi più importanti della composizione cinematografica italiana, autore di oltre 250 colonne sonore e vincitore del Premio Oscar nel 1999 per le musiche di La vita è bella di Roberto Benigni.

Il suo percorso comprende collaborazioni con registi come Federico Fellini, Mario Monicelli, Giuseppe Tornatore, i fratelli Taviani, Nanni Moretti e Gianni Amelio, oltre a numerose esperienze nel cinema internazionale. Con Bellocchio ha lavorato a opere come Sbatti il mostro in prima pagina, Nel nome del padre, Marcia trionfale e, più recentemente, Il traditore. Il premio offre quindi l’occasione di riconoscere non soltanto il prestigio di una carriera individuale, ma anche la funzione narrativa della musica cinematografica, capace di accompagnare le immagini, definirne il ritmo e contribuire in maniera determinante alla costruzione dell’identità emotiva di un film.
La presenza contemporanea di Ross e Piovani durante la serata inaugurale introduce una riflessione su due aspetti differenti ma complementari del cinema. La produzione permette alle storie di trovare risorse, interpreti e condizioni materiali per essere realizzate; la musica contribuisce a trasformarle in esperienze capaci di rimanere nella memoria degli spettatori. La Festa sceglie dunque di inaugurare la propria programmazione celebrando anche il lavoro che rende possibile il cinema prima e dopo il momento delle riprese.
Dal red carpet alle mostre, l’Auditorium racconta il cinema attraverso le fotografie
Il programma del 13 ottobre non si esaurisce con la cerimonia e la presentazione del film di Genovese. L’Auditorium Parco della Musica ospiterà anche una serie di iniziative dedicate alla fotografia cinematografica, proponendo percorsi differenti attraverso l’immagine delle star e il lavoro dei professionisti che hanno documentato la storia del settore. Nel Foyer della Sala Sinopoli sarà inaugurata Tutte le stelle portano a Roma – The Best Of, esposizione firmata dal fotoreporter Luigi de Pompeis, che raccoglie una selezione degli scatti realizzati durante gli ultimi cinque anni della manifestazione.
La mostra propone una ricostruzione visiva della Festa attraverso i volti di protagonisti internazionali come Johnny Depp, Jennifer Lawrence, Angelina Jolie, Tim Burton, Isabella Rossellini e Riccardo Scamarcio. L’edizione introduce anche l’utilizzo del colore, che permette di modificare la percezione delle immagini e di restituire in maniera differente l’atmosfera delle passerelle cinematografiche. Il red carpet diventa così un archivio visivo della manifestazione, capace di documentare non soltanto la presenza delle celebrità, ma anche il rapporto tra il festival, i fotografi e il pubblico che negli anni ha seguito la kermesse.
Nel Foyer della Sala Petrassi sarà inoltre allestito un omaggio a Sergio Strizzi, fotografo romano che ha lavorato su importanti set cinematografici internazionali. L’esposizione presenterà circa trenta immagini selezionate dal suo archivio, recuperando il contributo di un autore capace di raccontare il cinema attraverso una prospettiva fotografica autonoma. La Festa ha scelto inoltre una fotografia realizzata da Strizzi sul set de L’eclisse di Michelangelo Antonioni, con Monica Vitti, come immagine ufficiale dell’edizione 2026. È una decisione che lega direttamente la nuova manifestazione a una delle stagioni più importanti della storia del cinema italiano, trasformando una fotografia di scena in un simbolo della continuità tra passato e presente.

L’omaggio proseguirà il 17 ottobre con la presentazione del documentario Terrific Sergio, diretto da Vanessa e Melissa Strizzi, dedicato alla figura e al lavoro del fotografo. La combinazione tra esposizione e racconto cinematografico permette di approfondire una professione fondamentale nella costruzione della memoria visiva del cinema, soprattutto in un’epoca nella quale le fotografie di scena e i materiali promozionali costituiscono una parte sempre più importante della comunicazione delle produzioni.
Jacques Perrin alla Casa del Cinema: il cinema che osserva la natura
Un altro appuntamento significativo della giornata inaugurale riguarda la Casa del Cinema, dove sarà presentata la mostra Jacques Perrin. L’eterno ragazzo, dedicata all’attore, produttore e regista francese scomparso nel 2022. Il percorso espositivo recupera materiali personali e testimonianze legate a una carriera che ha attraversato il cinema europeo per diversi decenni, mostrando come Perrin sia riuscito a passare dall’interpretazione alla produzione e successivamente alla realizzazione di documentari naturalistici di grande ambizione.
La figura di Perrin occupa un posto particolare nella storia del cinema internazionale, anche per il rapporto costruito con l’Italia attraverso produzioni e collaborazioni artistiche. Dopo essersi affermato come interprete, aveva sviluppato una forte attenzione verso il documentario naturalistico, contribuendo alla realizzazione di opere nelle quali la natura non rappresentava semplicemente uno scenario, ma diventava la protagonista del racconto cinematografico. La mostra nasce anche dalla scoperta di materiali conservati dalla famiglia dopo la sua scomparsa, che hanno permesso di ricostruire aspetti meno conosciuti della vita e del lavoro dell’artista.
Alle 18, nella Sala Cinecittà della Casa del Cinema, sarà proiettato Océans, il documentario naturalistico diretto da Perrin insieme a Jacques Cluzaud, dedicato alla vita degli oceani e alla ricchezza degli ecosistemi marini. Il film utilizza immagini spettacolari per mostrare il comportamento degli animali e la complessità dell’ambiente naturale, richiamando allo stesso tempo l’attenzione sulle minacce che interessano il patrimonio marino. La proiezione inaugurerà anche Gocce di cinema, rassegna realizzata in collaborazione con ACEA e dedicata al rapporto tra acqua e settima arte. Il programma comprenderà otto titoli capaci di affrontare questo elemento attraverso prospettive naturalistiche, culturali, artistiche e simboliche.
La giornata comprenderà inoltre la premiazione del concorso I Mille Volti dell’Acqua, promosso da ACEA insieme al Centro Sperimentale di Cinematografia e dedicato ai cortometraggi inediti. Il tema scelto per il 2026, La via dell’acqua: dalla depurazione al mare, propone agli autori di raccontare il percorso dell’acqua e il significato della sua tutela attraverso fiction, animazione e documentario. La cerimonia è prevista alle 16.30 nel Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium, con un riconoscimento accompagnato da un contributo di cinquemila euro per il vincitore.
Roma diventa una città del cinema: dal 13 al 25 ottobre una Festa diffusa
La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma proseguirà fino al 25 ottobre, sviluppandosi attraverso una programmazione che coinvolgerà diversi luoghi della Capitale. L’Auditorium Parco della Musica rimarrà il centro principale della manifestazione, ma le iniziative della Casa del Cinema, le mostre e gli appuntamenti distribuiti sul territorio contribuiranno a costruire un evento accessibile anche al di fuori delle grandi anteprime serali. Per facilitare gli spostamenti tra gli spazi del festival e alcune aree centrali della città è stato previsto anche un servizio gratuito di autobus dedicato al pubblico, pensato per rendere più semplice la partecipazione alle attività.
Il carattere diffuso della manifestazione rappresenta uno degli aspetti che distinguono la Festa del Cinema di Roma da un festival concentrato esclusivamente sulle proiezioni riservate agli addetti ai lavori. La presenza di mostre, eventi musicali, omaggi e rassegne consente di coinvolgere spettatori con interessi differenti, trasformando il cinema in un’occasione di incontro con altre forme artistiche. La fotografia, la musica e il documentario naturalistico diventano così parti di un programma che non considera la proiezione cinematografica come un’esperienza isolata, ma come il centro di un’attività culturale più ampia.
La scelta di aprire con Il rumore delle cose nuove conferma inoltre la volontà di valorizzare il cinema italiano contemporaneo attraverso autori capaci di costruire un rapporto diretto con il pubblico. Paolo Genovese arriva alla Festa dopo una serie di risultati importanti, proponendo un’opera che torna a esplorare i sentimenti e le contraddizioni della vita quotidiana. Accanto al suo film, la celebrazione di Tessa Ross e Nicola Piovani amplia lo sguardo verso figure che hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione di opere internazionali, mentre le mostre dedicate a Strizzi e Perrin recuperano la memoria di due artisti che hanno raccontato il cinema attraverso prospettive differenti.
La prima giornata offre quindi un’immagine precisa della direzione scelta per il 2026: un festival che vuole tenere insieme pubblico, industria e patrimonio cinematografico. Il red carpet di Genovese rappresenta l’appuntamento principale della serata, ma il programma è costruito per dare spazio anche alle professioni e alle opere che hanno contribuito a definire la storia del settore. È un equilibrio che accompagnerà la manifestazione nei giorni successivi, quando le proiezioni e gli incontri entreranno nel vivo.
La Festa del Cinema di Roma comincia oggi, 13 ottobre, con una serata che mette insieme Paolo Genovese, Ema Stokholma, Tessa Ross e Nicola Piovani. L’apertura all’Auditorium Parco della Musica segna l’inizio di tredici giorni dedicati al cinema, nei quali la Capitale ospiterà opere, protagonisti e iniziative culturali capaci di attraversare generi e generazioni differenti. Il primo appuntamento è affidato a una storia sulle relazioni e sui cambiamenti inattesi: un modo per ricordare che, anche in un festival costruito attorno a premi e grandi nomi, il cinema continua a trovare la propria forza soprattutto nelle storie che riesce a raccontare.
