Mikey Madison sarà protagonista di The Masque of the Red Death, il nuovo film A24 scritto e diretto da Charlie Polinger e ispirato al celebre racconto di Edgar Allan Poe, con un'uscita cinematografica prevista indicativamente nel 2027. L'attrice, vincitrice dell'Oscar per Anora, ha rivelato l'8 ottobre nuovi particolari sulla produzione, confermando che interpreterà due personaggi all'interno di una storia ambientata nel Medioevo. Il progetto, le cui riprese sono cominciate nel febbraio 2026, promette di allontanarsi dalle formule tradizionali dell'horror gotico attraverso una combinazione di tensione, comicità grottesca e dramma. A24 non ha ancora ufficializzato una data di distribuzione.
Il film rappresenta una sfida particolarmente interessante per Madison, chiamata a confrontarsi con un classico letterario che ha attraversato quasi due secoli conservando intatta la propria forza simbolica. Nella nuova versione, tuttavia, il terrore della morte sembra destinato a convivere con una rappresentazione spietata e paradossale dei privilegi sociali, trasformando la vicenda immaginata da Poe in qualcosa di più vicino a una satira macabra che a una convenzionale storia di fantasmi.
Un castello, un'epidemia e il lato più crudele del potere
Pubblicato nel 1842, La maschera della Morte Rossa racconta il tentativo del principe Prospero di sottrarsi a una devastante pestilenza. Mentre la popolazione viene decimata dal contagio, il nobile si rinchiude in un'abbazia fortificata insieme ai membri più privilegiati della società, convinto che le proprie ricchezze possano garantirgli una salvezza negata al resto del mondo. La celebrazione di un sontuoso ballo in maschera diventa però il teatro di una resa dei conti inevitabile. L'impossibilità di acquistare l'immunità dalla morte è il principio attorno al quale Poe costruisce la propria denuncia dell'arroganza aristocratica. Ed è proprio questa dimensione sociale che il nuovo adattamento potrebbe portare in primo piano, accentuando il contrasto tra l'opulenza della corte e la sofferenza di chi vive al di fuori delle mura del castello.

La sceneggiatura di Polinger introduce infatti un elemento assente dal racconto originale: due sorelle gemelle separate da circostanze che le hanno condotte a vivere in condizioni profondamente differenti. Il loro ricongiungimento, all'interno di una società medievale sconvolta dall'epidemia, diventa il punto di partenza di una vicenda dominata da rivalità, ambizioni e rapporti di potere.
Per Madison si tratta di interpretare entrambe le figure, affrontando quindi una prova attoriale costruita sul confronto tra due identità. Non è ancora chiaro in quale misura la loro somiglianza fisica influenzerà gli sviluppi della trama, ma il doppio ruolo introduce una prospettiva che potrebbe rendere ancora più evidente la distanza tra appartenenza sociale e destino individuale.
Mikey Madison racconta un film che sfugge alle definizioni
Le anticipazioni più significative sono arrivate durante un'intervista concessa a ScreenRant in occasione della promozione di The Social Reckoning. Interrogata sulla natura del film, Madison ha descritto un'esperienza distante da tutte quelle affrontate in precedenza. «È qualcosa di completamente diverso da tutto quello che ho fatto prima, a partire dall'ambientazione medievale. Il tono è diverso da qualsiasi cosa abbia mai letto. Non sono nemmeno sicura di averlo capito fino in fondo: a volte è molto slapstick, altre molto drammatico, interessante e strano. Interpreto due personaggi ed è stato divertente. Davvero divertente e folle».

Le parole dell'attrice delineano un'opera che potrebbe sfruttare l'assurdità dei comportamenti umani come ulteriore strumento di inquietudine. Lo slapstick, tradizionalmente associato alla comicità fisica e alle situazioni esasperate, costituisce infatti un accostamento insolito con l'immaginario cupo di Poe. Non necessariamente, però, un elemento incompatibile.
L'orrore può diventare ancora più disturbante quando ciò che dovrebbe provocare una risata finisce per rivelare la crudeltà dei personaggi. In un mondo dove i potenti continuano a inseguire piaceri e privilegi mentre una malattia distrugge la società, il grottesco può trasformarsi in una forma di critica particolarmente incisiva.
Charlie Polinger e la nuova identità dell'horror A24
La scelta di affidare il progetto a Charlie Polinger suggerisce la volontà di costruire un adattamento lontano dalla semplice riproduzione del testo letterario. Il regista, già autore di The Plague, ha dimostrato interesse per le dinamiche psicologiche che emergono all'interno di gruppi chiusi, soprattutto quando paura e conformismo finiscono per alterare le relazioni tra individui.
In The Masque of the Red Death, questo interesse trova un ambiente narrativo particolarmente favorevole. Il castello non è soltanto un rifugio dalla pestilenza, ma anche uno spazio nel quale il potere può manifestarsi senza apparenti limiti. L'isolamento dei protagonisti, almeno nelle premesse, rende possibile un'esplorazione della violenza e delle gerarchie sociali attraverso situazioni sempre più estreme.
La produzione riunisce inoltre interpreti di notevole personalità. Accanto a Madison figurano Léa Seydoux, Franz Rogowski e Benedict Wong, in un insieme di attori capaci di muoversi tra cinema d'autore e produzioni internazionali. Seydoux è associata al ruolo di una dama di compagnia determinata a migliorare la propria posizione a corte, mentre rimangono meno definiti i dettagli relativi agli altri personaggi.

Il coinvolgimento di A24 si inserisce in una linea produttiva che negli ultimi anni ha contribuito ad ampliare i confini del cinema horror, favorendo opere nelle quali la paura si intreccia con questioni psicologiche, familiari e sociali. L'adattamento di Polinger potrebbe proseguire questa ricerca, scegliendo però una direzione più apertamente satirica.
Il confronto con il passato cinematografico dell'opera sarà inevitabile. Nel 1964 Roger Corman portò sullo schermo La maschera della Morte Rossa con Vincent Price protagonista, realizzando uno degli adattamenti più riconoscibili del ciclo dedicato a Poe. La nuova produzione non sembra interessata a competere con quell'immaginario sul terreno del gotico classico, quanto piuttosto a interrogarsi su come raccontare oggi la stessa paura attraverso linguaggi differenti.
Il 2027 come possibile uscita: Madison torna all'horror dopo Scream
Per Mikey Madison, il film segna anche un ritorno a un genere con il quale aveva già avuto modo di confrontarsi in Scream del 2022. Da allora, la sua carriera ha conosciuto un'importante evoluzione, culminata nel riconoscimento ottenuto per Anora di Sean Baker.
La possibilità di interpretare due sorelle nello stesso lungometraggio costituisce un ulteriore passaggio in questa crescita professionale. Una prova che, almeno sulla carta, richiederà di alternare registri emotivi differenti, passando dalla vulnerabilità alla ferocia e dalla dimensione drammatica a quella più apertamente surreale. Resta da definire il momento in cui il pubblico potrà scoprire il risultato. A proposito dell'uscita, Madison ha dichiarato: «Penso decisamente l'anno prossimo. Non vedo l'ora che il pubblico lo veda». L'indicazione porta al 2027, ma non equivale ancora a una conferma ufficiale da parte della distribuzione.
Il vero interrogativo, del resto, non riguarda soltanto quando il film arriverà nelle sale, ma quanto radicalmente Polinger abbia deciso di intervenire sull'opera originale. Trasformare un racconto sulla fragilità dell'esistenza in una commedia nera ambientata tra gli eccessi dell'aristocrazia significa assumersi il rischio di modificare profondamente le aspettative degli spettatori. Eppure, proprio in questa scelta potrebbe nascondersi l'elemento più promettente del progetto: raccontare una società che continua a celebrare sé stessa mentre tutto attorno sta crollando. Un'immagine nata dalla fantasia di Edgar Allan Poe, ma che conserva una sorprendente capacità di parlare al presente.
