Il nuovo James Bond di Denis Villeneuve potrebbe trovare il suo primo grande avversario nel volto di Aemond Targaryen. Ewan Mitchell, 29 anni e ormai tra gli interpreti più riconoscibili di House of the Dragon, sarebbe infatti uno dei nomi valutati per interpretare il villain del prossimo film di 007, primo capitolo della saga sviluppato sotto il pieno controllo creativo di Amazon MGM Studios. Al momento non esiste alcuna conferma ufficiale sul suo casting, così come resta ancora segreta l’identità dell’attore destinato a raccogliere l’eredità di Daniel Craig, ma l’indiscrezione offre un’indicazione interessante sulla direzione che potrebbe prendere il nuovo ciclo: una generazione più giovane, interpreti britannici non ancora trasformati in superstar globali e un deciso distacco dall’immaginario costruito nei cinque film precedenti.
Mitchell possiede esattamente quel tipo di profilo. Non è uno sconosciuto, perché House of the Dragon gli ha garantito una popolarità internazionale enorme, ma non è ancora un volto sovraesposto dal cinema hollywoodiano. La sua interpretazione di Aemond, principe tormentato, imprevedibile e progressivamente sempre più pericoloso nella guerra dei Targaryen, gli ha inoltre permesso di costruire una presenza scenica molto precisa: fisicità asciutta, sguardo immediatamente riconoscibile e una capacità di trasmettere minaccia senza dover necessariamente alzare la voce. Secondo una fonte citata dal Sun, proprio queste caratteristiche lo renderebbero «l'opzione perfetta per Amazon», perché l’attore ha già accumulato un curriculum importante pur senza essere ancora un interprete affermato al livello delle grandi star tradizionalmente accostate al franchise. La stessa fonte sostiene che la produzione starebbe cercando «un nome emergente piuttosto che una star affermata», oltre a un attore con «un look molto particolare».

Il nuovo Bond potrebbe ripartire da una generazione completamente diversa
L’eventuale ingresso di Mitchell avrebbe un significato che va oltre la semplice scelta del cattivo di turno. Tutti gli indizi emersi negli ultimi mesi sembrano infatti convergere verso la volontà di ricostruire James Bond attraverso un gruppo di interpreti destinato ad accompagnare il personaggio per molti anni, invece di circondare immediatamente il nuovo 007 di nomi già consolidati. È una direzione che potrebbe incidere anche sulla permanenza di alcuni volti dell’era Craig, da Ralph Fiennes a Rory Kinnear: nessuna esclusione è stata ufficialmente annunciata e Kinnear si è anzi detto disponibile a tornare, ma lo stesso attore ha riconosciuto che il prossimo capitolo avrà necessariamente un approccio differente. Amazon MGM, dopo aver assunto nel 2025 il controllo creativo della proprietà condivisa con Barbara Broccoli e Michael G. Wilson, si trova per la prima volta nella posizione di poter ridefinire integralmente il futuro cinematografico di Bond.

In questo scenario Ewan Mitchell sarebbe quasi una scelta programmatica. L’attore britannico è passato attraverso The Last Kingdom, World on Fire e Saltburn prima di imporsi definitivamente con House of the Dragon, costruendo una carriera nella quale la riconoscibilità del personaggio ha finora superato quella della star. È esattamente il tipo di condizione che può essere preziosa in un film di Bond: lo spettatore conosce il volto, ma non porta necessariamente in sala un’immagine pubblica così ingombrante da precedere il personaggio. La stessa logica sembra attraversare anche il dibattito sull’interprete di 007, con una ricerca che, almeno secondo le indiscrezioni, guarderebbe con particolare interesse ad attori britannici relativamente giovani e non ancora identificati con il sistema delle grandi celebrity internazionali.
È una filosofia molto vicina a quella espressa negli ultimi mesi da Debbie McWilliams, storica casting director che ha partecipato alle scelte di Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig. Parlando dell’identità ideale del prossimo Bond, McWilliams aveva sottolineato la necessità di preservarne il mistero: «Vogliamo sapere il meno possibile di loro personalmente, perché è questo che sono le spie». Una posizione che non riguarda soltanto l’età o la notorietà dell’attore, ma un principio fondamentale nella costruzione di 007: Bond deve poter entrare sullo schermo senza che il pubblico abbia già l’impressione di conoscere tutto della persona che lo interpreta.
Chi sarà James Bond? Jack Lowden resta uno dei nomi più forti, ma il segreto resiste
È inevitabile, però, che ogni indiscrezione sul villain finisca per riportare immediatamente alla domanda principale: contro chi dovrebbe combattere Ewan Mitchell? Amazon MGM non ha ancora annunciato il successore di Daniel Craig e, almeno ufficialmente, continua a mantenere il massimo riserbo sul processo di selezione. Tra i nomi più insistenti delle ultime settimane c’è Jack Lowden, protagonista di Slow Horses, mentre nella conversazione sono entrati anche Jack Barton, Callum Turner e altri interpreti britannici della nuova generazione. Lowden è diventato uno dei candidati più discussi, ma nemmeno le voci più recenti permettono di considerare la scelta definitiva: persino alcuni suoi colleghi hanno espresso dubbi sulla possibilità che le indiscrezioni corrispondano realmente alla decisione dello studio.

A rendere ancora più intrigante la situazione sono state le parole di Steven Knight, lo sceneggiatore scelto per scrivere il nuovo capitolo. Interrogato sul rapporto tra la scrittura del personaggio e l’identità dell’attore che dovrà interpretarlo, il creatore di Peaky Blinders ha risposto: «È un po' entrambe le cose. È più semplice se sai chi è quella persona, ma devi comunque scrivere il personaggio, non l'attore». Una risposta volutamente ambigua che ha alimentato immediatamente l’ipotesi che, almeno dietro le quinte, il nuovo Bond possa essere già stato individuato o che Knight abbia comunque ricevuto indicazioni molto precise sul tipo di interprete per cui sta lavorando. Amazon MGM, al contrario, nelle proprie comunicazioni ufficiali ha evitato accuratamente di commentare singoli nomi e ha confermato soltanto che la ricerca del nuovo 007 è in corso.
Ciò che invece non appartiene più al campo delle indiscrezioni è la squadra creativa. Denis Villeneuve dirigerà il prossimo James Bond, mentre Amy Pascal e David Heyman saranno i produttori e Steven Knight firmerà la sceneggiatura. La scelta del regista di Dune, Arrival e Blade Runner 2049 rappresenta già di per sé una dichiarazione d’intenti molto forte: Amazon MGM non sembra voler affrontare la nuova era limitandosi a cambiare l’attore protagonista, ma affidando il rilancio a un cineasta con un’identità visiva estremamente riconoscibile. Villeneuve ha definito Bond un territorio per lui «sacro» e ha dichiarato di voler rispettare la tradizione aprendo contemporaneamente la strada a nuove missioni, una formula che lascia immaginare un equilibrio delicato tra continuità e rifondazione.

Da Aemond al villain di Bond: perché Mitchell sarebbe una scelta interessante
L’eventuale passaggio di Ewan Mitchell da Westeros all’universo di 007 rischierebbe inevitabilmente di essere raccontato come l’ennesimo ruolo da cattivo, ma sarebbe una lettura piuttosto riduttiva. Aemond Targaryen funziona perché Mitchell non lo interpreta semplicemente come un antagonista: ne rende visibile l’insicurezza, il bisogno di riconoscimento e quella miscela di lucidità e instabilità che permette al personaggio di risultare pericoloso anche quando rimane immobile. Proprio questa capacità potrebbe risultare preziosa per una saga che ha spesso costruito i propri villain migliori non sulla forza bruta, ma sulla presenza, sull’intelligenza e sull’impressione di trovarsi davanti a qualcuno capace di anticipare le mosse di Bond.
Molto dipenderà naturalmente dalla direzione scelta da Knight e Villeneuve. Il nuovo film arriva dopo No Time to Die, che nel 2021 ha chiuso definitivamente il percorso di Daniel Craig, e dovrà risolvere un problema che ogni cambio di 007 porta inevitabilmente con sé: decidere quanto conservare e quanto cancellare. Villeneuve potrebbe scegliere un Bond più giovane, costruito dall’inizio e circondato da personaggi altrettanto nuovi, oppure mantenere alcuni elementi familiari lasciando che sia soprattutto il tono del film a inaugurare l’era successiva. In entrambe le ipotesi, un attore come Mitchell avrebbe il vantaggio di presentarsi senza il peso di un’immagine cinematografica già cristallizzata.

Per ora, comunque, Ewan Mitchell resta un candidato e non il nuovo villain ufficiale di James Bond. La macchina del casting sta entrando nella fase in cui indiscrezioni, shortlist e nomi provenienti dall’industria finiscono inevitabilmente per mescolarsi, e la storia della saga insegna quanto spesso il nome realmente scelto possa essere quello meno discusso pubblicamente. Ma il fatto che il protagonista di House of the Dragon sia entrato nella conversazione dice qualcosa di importante sulla possibile nuova identità di 007: Amazon MGM e Villeneuve sembrano interessati a costruire il futuro più che a riempirlo di star già affermate.
Se Mitchell dovesse davvero ottenere il ruolo, Aemond Targaryen potrebbe essere stato soltanto l’allenamento. Il prossimo avversario da fissare con quell’unico occhio rimasto sarebbe James Bond.
