Dalle sceneggiature di alcune delle serie televisive americane più conosciute a un'aula del tribunale di Los Angeles. Eric Weinberg, 66 anni, autore e produttore che nel corso della carriera ha lavorato a titoli come Scrubs e Californication, è ora al centro di un processo nel quale sette donne lo accusano di violenze sessuali avvenute, secondo la procura, tra il 2014 e il 2019.

Weinberg è detenuto dal 2022 in attesa del procedimento e deve rispondere complessivamente di 23 capi d'accusa legati a presunti stupri e aggressioni sessuali. Il dibattimento, iniziato il 1° ottobre alla Los Angeles Superior Court, dovrebbe protrarsi per circa sei-otto settimane.

Secondo l'accusa usava la fotografia per conquistare la fiducia delle donne

Il punto centrale della ricostruzione presentata dalla procura riguarda il modo in cui Weinberg avrebbe conosciuto e avvicinato le donne. Secondo l'accusa, lo sceneggiatore si presentava come un uomo affermato nel mondo televisivo e allo stesso tempo come un appassionato di fotografia, proponendo alle future accusatrici di partecipare a servizi fotografici nella sua abitazione di Los Feliz.

La viceprocuratrice distrettuale Ariel Anson ha sostenuto davanti alla giuria che Weinberg avrebbe costruito intorno a sé un'immagine rassicurante, quella di un professionista di successo, cordiale e padre di famiglia. Le donne, secondo la tesi dell'accusa, si sarebbero quindi sentite sufficientemente al sicuro da accettare gli incontri e avrebbero creduto che i limiti stabiliti sarebbero stati rispettati.

La procura sostiene invece che i servizi fotografici rappresentassero il punto di partenza di uno schema che si sarebbe ripetuto con diverse donne. Durante le sessioni, secondo l'accusa, Weinberg avrebbe progressivamente superato i limiti concordati fino ad arrivare alle presunte aggressioni.

È proprio la ricorrenza di comportamenti simili nei diversi racconti a rappresentare uno degli elementi sui quali l'accusa intende costruire il proprio caso.

Le fotografie scattate da Weinberg finiscono davanti alla giuria

Un ruolo importante nel processo potrebbe essere ricoperto proprio dalle fotografie realizzate durante alcuni degli incontri. Diverse immagini sono state mostrate ai giurati già durante le dichiarazioni introduttive, con procura e difesa che ne hanno fornito interpretazioni completamente differenti.

Secondo Anson, alcune fotografie documenterebbero momenti delle presunte aggressioni. La procura sostiene che proprio il fatto che Weinberg avesse continuato a fotografare durante gli incontri abbia prodotto materiale successivamente conservato da alcune delle accusatrici e ora utilizzato nel procedimento.

Una delle donne, stando alla ricostruzione presentata in aula, avrebbe inizialmente valutato la possibilità di eliminare le immagini per poi conservarle pensando che potessero diventare utili nel caso avesse deciso di rivolgersi alle autorità. La stessa esistenza delle fotografie, tuttavia, è diventata terreno di scontro tra le parti.

La difesa: le immagini non dimostrano che Weinberg conoscesse la loro paura

L'avvocato Philip Cohen, che rappresenta Weinberg, ha invitato la giuria a separare un eventuale giudizio morale sul comportamento dell'imputato dalla questione penale che dovrà essere decisa nel processo.

La difesa sostiene che gli incontri fossero consensuali e ritiene che alcune immagini siano incompatibili con l'interpretazione proposta dall'accusa. Cohen ha fatto riferimento, tra le altre cose, a fotografie nelle quali alcune donne appaiono sorridenti, sostenendo che il materiale non dimostrerebbe che Weinberg fosse consapevole di una loro condizione di paura o di costrizione.

È uno dei punti sui quali il processo sarà inevitabilmente combattuto. La procura replica infatti che il comportamento assunto da una persona durante una presunta aggressione non può essere interpretato automaticamente come indicazione di consenso.

Per affrontare proprio questo aspetto è prevista anche la testimonianza della psicologa forense Barbara Ziv, chiamata dall'accusa per illustrare alla giuria alcuni comportamenti delle vittime di violenza sessuale che, osservati dall'esterno, possono apparire contraddittori.

La procura punta sul comportamento delle presunte vittime

Secondo Anson, l'assenza di una reazione fisica evidente non dimostrerebbe che le donne fossero consenzienti. Alcune, sostiene l'accusa, avrebbero cercato di mantenere un atteggiamento apparentemente collaborativo proprio per evitare un'ulteriore escalation e riuscire ad abbandonare l'abitazione senza altre conseguenze.

La procura intende quindi contestare l'idea che una presunta vittima debba necessariamente gridare, opporsi fisicamente o tentare immediatamente la fuga affinché il proprio racconto possa essere considerato credibile.

Nel corso del processo testimonieranno tutte e sette le donne sulle cui accuse si fondano i capi d'imputazione. In aula saranno identificate soltanto attraverso il loro nome di battesimo. È inoltre attesa la testimonianza di un'altra donna, le cui accuse non sono comprese nel procedimento penale attualmente in corso.

La difesa mette in discussione l'evoluzione delle testimonianze

Cohen ha anticipato che un'altra parte importante della strategia difensiva riguarderà il modo in cui i racconti delle accusatrici sarebbero cambiati nel tempo. Secondo il legale, alcune versioni successive conterrebbero elementi più gravi rispetto alle prime dichiarazioni rese alle autorità.

La difesa ha inoltre richiamato i rapporti intercorsi tra alcune accusatrici e l'ex moglie di Weinberg, sostenendo che la vicenda debba essere letta anche alla luce della battaglia per l'affidamento dei figli che coinvolgeva la coppia.

Si tratta della tesi della difesa, che sarà sottoposta al vaglio del tribunale insieme agli elementi prodotti dall'accusa. L'apertura del processo non equivale naturalmente a una condanna: sarà la giuria a dover stabilire, al termine del dibattimento e sulla base delle prove presentate, se i reati contestati a Weinberg siano stati dimostrati oltre ogni ragionevole dubbio.

Un processo destinato a durare diverse settimane

Il procedimento si annuncia quindi lungo e particolarmente delicato. Da una parte la procura tenterà di dimostrare l'esistenza di un comportamento ricorrente utilizzato da Weinberg per conquistare la fiducia delle donne e poi aggredirle; dall'altra la difesa cercherà di dimostrare che il materiale presentato non consenta di provare penalmente quella ricostruzione.

Al centro resteranno soprattutto le testimonianze delle sette accusatrici, le fotografie scattate durante gli incontri e la diversa interpretazione che accusa e difesa daranno degli stessi eventi.

Per Eric Weinberg, per anni dietro le quinte di serie diventate parte della cultura televisiva americana, saranno ora le prossime settimane in un'aula di Los Angeles a stabilire l'esito della vicenda giudiziaria.