Paramount Pictures ha deciso di affidare a Steven Spielberg la supervisione creativa del prossimo film live action di Transformers, attualmente in sviluppo con una sceneggiatura di Jason Fuchs, nel tentativo di riportare il franchise verso l’identità che ne aveva accompagnato l’esplosione cinematografica alla fine degli anni Duemila. Il regista continuerà formalmente a figurare come produttore esecutivo, ruolo ricoperto fin dall’inizio della saga, ma questa volta lavorerà direttamente con lo storico produttore Lorenzo di Bonaventura sulle principali scelte creative. E c’è un’altra novità che rende ancora più evidente il ritorno alle origini scelto dallo studio: Michael Bay è entrato in trattative preliminari per dirigere il nuovo capitolo, anche se al momento non esiste ancora un accordo definitivo. Nello stesso momento Paramount ha accantonato il crossover tra Transformers e G.I. Joe, preferendo separare nuovamente i due franchise e sviluppare per i Joe un film autonomo.
Non sembra quindi trattarsi soltanto della preparazione dell'ottavo lungometraggio live action della serie, ma di una vera correzione di rotta. Dopo Bumblebee e Transformers: Rise of the Beasts, due film che avevano deliberatamente cercato un linguaggio diverso rispetto agli anni di Bay, Paramount torna a guardare al DNA che trasformò Optimus Prime, Bumblebee e gli altri Autobots in protagonisti di uno dei franchise più redditizi del cinema contemporaneo. Spielberg era rimasto legato alla saga come produttore esecutivo, ma il nuovo incarico gli restituisce un peso creativo paragonabile a quello esercitato durante i primi capitoli. L'indicazione che arriva dallo studio è abbastanza chiara: il futuro di Transformers, almeno per ora, passa da un recupero controllato del suo passato.

Spielberg torna al centro di Transformers: Paramount vuole recuperare il tono dei primi film
Il coinvolgimento di Spielberg non nasce da un'operazione puramente nostalgica. Secondo le informazioni emerse sul progetto, il filmmaker affiancherà di Bonaventura nella supervisione dell'intero sviluppo creativo del nuovo film, con l'obiettivo dichiarato di ritrovare un tono vicino ai primi Transformers. Spielberg aveva già avuto un ruolo particolarmente importante nella costruzione dei capitoli iniziali e fu tra le figure decisive nella nascita dell'adattamento live action che nel 2007 portò per la prima volta su questa scala l'universo Hasbro al cinema. Quasi vent'anni dopo, Paramount sembra voler recuperare proprio quella combinazione tra spettacolo gigantesco, fantascienza, rapporto tra esseri umani e Autobots e senso dell'avventura che aveva permesso alla saga di diventare un fenomeno globale.
Il nuovo accordo ha preso forma dopo gli incontri tra Spielberg e Dana Goldberg e Josh Greenstein, arrivati ai vertici cinematografici dello studio nella nuova fase societaria di Paramount. Il franchise, del resto, rimane un patrimonio troppo importante per essere lasciato in sospeso: i film live action hanno generato complessivamente oltre 5,4 miliardi di dollari al box office mondiale, ma la loro traiettoria recente non ha più raggiunto i risultati commerciali ottenuti nell'epoca di maggiore espansione. Rise of the Beasts, uscito nel 2023, aveva provato a rilanciare ulteriormente l'universo introducendo i Maximal e preparando contemporaneamente il terreno per il coinvolgimento dei G.I. Joe. Quel percorso, però, non sarà quello seguito adesso.
La scelta di Spielberg assume quindi un significato industriale preciso. Paramount non sta semplicemente cercando un nome prestigioso da associare alla produzione, perché il filmmaker era già accreditato nei precedenti capitoli: ciò che cambia è il livello della sua partecipazione. Sarà coinvolto nelle decisioni creative del film e nell'indirizzo generale della proprietà insieme a di Bonaventura. È una differenza sostanziale e potrebbe incidere tanto sulla storia quanto sul tono, sulla costruzione dei personaggi e sulla scelta del regista destinato a portare il progetto sul set.

Michael Bay può davvero tornare dietro la macchina da presa
Ed è proprio sulla regia che nelle ultime ore è arrivato l'aggiornamento più significativo. Se inizialmente il ruolo di Michael Bay appariva ancora completamente indefinito, il filmmaker che ha diretto i primi cinque Transformers è ora in trattative per tornare alla regia del nuovo capitolo. Nessun accordo è stato annunciato e sarebbe quindi prematuro considerare il suo ritorno già concluso, ma il semplice fatto che Paramount stia discutendo con lui rende ancora più evidente la direzione intrapresa dal progetto.
Bay aveva lasciato la regia della saga dopo Transformers: L'ultimo cavaliere del 2017, chiudendo una fase durata dieci anni durante la quale aveva trasformato il marchio Hasbro in una macchina cinematografica dominata da spettacolo gigantesco, distruzione urbana, inseguimenti e un'estetica immediatamente riconoscibile. I risultati non erano stati sempre accolti con entusiasmo dalla critica, ma commercialmente il ciclo aveva raggiunto dimensioni difficili da replicare. Bumblebee, diretto nel 2018 da Travis Knight, aveva reagito proprio agli eccessi di quel modello con una storia più piccola ed emotiva, mentre Steven Caple Jr. aveva successivamente cercato una strada intermedia con Rise of the Beasts.
Un eventuale ritorno di Bay non rappresenterebbe quindi soltanto una scelta di continuità. Significherebbe ammettere che Paramount considera nuovamente utile almeno una parte della formula dalla quale aveva cercato di allontanarsi. Il punto decisivo sarà capire se il nuovo film vorrà semplicemente replicare quella stagione oppure utilizzare Spielberg e Bay per recuperare alcuni dei suoi elementi più efficaci dentro una struttura differente. Dopo sette film live action, infatti, rifare il 2007 sarebbe impossibile; ritrovare invece il senso di meraviglia prodotto dall'incontro tra il mondo quotidiano e robot extraterrestri giganteschi potrebbe essere esattamente ciò che lo studio sta cercando.

Transformers 8 sarà ambientato nel presente, ma Shia LaBeouf non tornerà
La sceneggiatura è stata affidata a Jason Fuchs, autore coinvolto in produzioni come Wonder Woman e It: Welcome to Derry. Al momento Paramount mantiene segreta praticamente tutta la trama, ma un'informazione è già emersa: il film sarà ambientato nel presente, abbandonando quindi le collocazioni temporali retrospettive che avevano caratterizzato Bumblebee e parte dell'impostazione di Rise of the Beasts. Non esistono ancora un titolo ufficiale né una data di uscita annunciata e anche il casting si trova nelle sue fasi iniziali.
Una porta, tuttavia, è già stata chiusa. Shia LaBeouf non tornerà come Sam Witwicky, protagonista umano dei primi tre film della saga. Il ritorno alle origini voluto da Paramount non coinciderà quindi con una reunion completa del cast del 2007. Questo elemento suggerisce che lo studio voglia recuperare soprattutto il linguaggio e il tipo di spettacolo di quella fase, non ricostruirne semplicemente i personaggi. Per il resto, le conversazioni sul cast sarebbero ancora troppo preliminari per indicare quali volti delle produzioni precedenti possano eventualmente rientrare nel progetto.
A produrre rimarrà una squadra che conosce profondamente il marchio: Lorenzo di Bonaventura, Mark Vahradian, Don Murphy e Tom DeSanto saranno coinvolti insieme a Hasbro, mentre Spielberg manterrà la posizione di produttore esecutivo ampliandone però, come detto, il peso sulle decisioni creative. In pratica, una parte consistente del gruppo che aveva costruito il primo grande ciclo cinematografico di Transformers torna nuovamente intorno allo stesso tavolo.

Addio al crossover con G.I. Joe: Paramount divide di nuovo i due universi
La svolta più significativa non riguarda però soltanto chi entra nel nuovo Transformers, ma anche ciò che viene definitivamente lasciato fuori. Il crossover cinematografico tra Transformers e G.I. Joe non è più in sviluppo. L'incontro tra i due marchi Hasbro era stato preparato esplicitamente nel finale di Rise of the Beasts, quando Noah Diaz, interpretato da Anthony Ramos, scopriva l'esistenza dell'organizzazione G.I. Joe. Paramount aveva successivamente ufficializzato l'intenzione di sviluppare un progetto comune, trasformando quella scena in quello che sembrava l'inizio di un universo condiviso. Tre anni dopo, la strategia è cambiata.
I G.I. Joe proseguiranno separatamente con un nuovo film diretto da Danny McBride, che ha anche lavorato alla sceneggiatura, mentre Bradley Cooper interpreterà Duke. Il progetto è stato descritto come una nuova reinterpretazione del franchise e non avrà più collegamenti diretti con il crossover annunciato precedentemente.
La decisione racconta molto della nuova filosofia dello studio. Negli anni in cui ogni major cercava di costruire il proprio universo cinematografico, mettere insieme Transformers e G.I. Joe sembrava quasi un'evoluzione inevitabile: due proprietà Hasbro, grande potenziale commerciale e la possibilità di moltiplicare personaggi e spin-off. Oggi Paramount sembra seguire un ragionamento opposto. Prima di ampliare un universo, vuole probabilmente rendere nuovamente solide le singole proprietà.
E nel caso di Transformers questo significa tornare all'uomo che aveva contribuito in maniera decisiva a trasformare un marchio di giocattoli e cartoni animati in un fenomeno cinematografico globale.

Transformers guarda al 2007 per costruire il prossimo capitolo
La storia del franchise rende inevitabilmente curiosa questa inversione. Dopo L'ultimo cavaliere, Paramount aveva sostanzialmente riconosciuto la necessità di cambiare: Bumblebee aveva ridotto le dimensioni, privilegiato il rapporto tra personaggi e recuperato design molto più vicini alla serie animata; Rise of the Beasts aveva provato ad allargare nuovamente il mondo senza tornare completamente alla formula di Bay. Ora, invece, il movimento sembra procedere nella direzione contraria.
Non significa necessariamente cancellare ciò che è venuto dopo. Significa piuttosto riconoscere che il primo Transformers aveva trovato un equilibrio particolare tra stupore, umorismo, personaggi umani e spettacolarità che i capitoli successivi hanno inseguito senza riuscire sempre a replicarlo. Spielberg torna con un controllo creativo maggiore proprio mentre Bay potrebbe nuovamente occupare la sedia del regista. È difficile immaginare un segnale più esplicito.
Resta naturalmente da capire quale Transformers possa nascere da questa operazione quasi vent'anni dopo l'arrivo del primo film. Il pubblico è cambiato, il blockbuster è cambiato e perfino il modo in cui Hollywood costruisce i grandi franchise non è più quello del 2007. Cercare semplicemente di riprodurre il passato rischierebbe di trasformarsi in nostalgia industriale. Recuperare invece ciò che rendeva quell'inizio immediatamente riconoscibile potrebbe offrire alla saga la possibilità di ritrovare un'identità dopo anni trascorsi a sperimentare direzioni differenti.
Per il momento ci sono una sceneggiatura, Spielberg nuovamente al centro del processo creativo e una trattativa che potrebbe riportare Michael Bay esattamente dove tutto era cominciato. Transformers non sta preparando soltanto un altro sequel: Paramount sembra voler capire se il modo migliore per trovare il futuro degli Autobots sia tornare a ricordare perché il pubblico si era innamorato di loro la prima volta.
