Vin Diesel ha costruito quasi trent’anni di carriera interpretando personaggi diventati inseparabili dalla sua immagine, da Dominic Toretto a Riddick, passando per Xander Cage, Groot e Bloodshot, ma nessuno di quei ruoli occupa nella sua vita lo spazio riservato alla paternità. L’attore lo ha raccontato pubblicando sui social una rara fotografia insieme alla figlia Pauline, 11 anni, accompagnata da poche parole che stabiliscono una gerarchia molto precisa tra l’uomo e la star hollywoodiana: «Riddick, Dom, Xander, Groot, Theo, Kaulder, Bloodshot… sono tutte parti di me. Ma il ruolo che mi completa... papà». Una riflessione particolarmente significativa per un interprete che proprio attraverso Fast & Furious ha fatto della famiglia uno dei concetti più ripetuti e riconoscibili della propria carriera cinematografica, ma che questa volta sposta quel termine definitivamente fuori dallo schermo.
L'immagine mostra Diesel insieme a Pauline, la più giovane dei tre figli avuti con la compagna Paloma Jiménez. Ci sono anche Hania “Similce” Riley, nata nel 2008, e Vincent, nato nel 2010, mentre Pauline è arrivata nel 2015. È una parte della propria vita che l'attore ha sempre protetto molto più di quella professionale, scegliendo di mostrare i figli soltanto occasionalmente e mantenendo una distinzione abbastanza netta tra la macchina promozionale dei suoi franchise e la dimensione familiare. Proprio per questo la fotografia assume un significato diverso rispetto al normale contenuto pubblicato da una star: non annuncia un film e non anticipa un nuovo personaggio, ma sembra quasi chiudere il cerchio tra tutte le identità che Diesel ha indossato sullo schermo e quella che considera realmente capace di definirlo.

Da Dominic Toretto a Groot, una carriera costruita attraverso alter ego diventati franchise
La lista scelta dall'attore racconta da sola una parte importante della sua filmografia. Richard B. Riddick è stato uno dei primi personaggi a trasformarlo in protagonista di una saga, a partire da Pitch Black. Xander Cage ha portato la sua fisicità dentro l'universo di xXx, mentre Kaulder di The Last Witch Hunter e Bloodshot hanno provato ad aprire altre strade nel fantasy e nel cinecomic. Groot gli ha invece permesso di entrare nel Marvel Cinematic Universe attraverso una delle interpretazioni vocali più particolari della sua carriera, costruita quasi interamente intorno a pochissime parole.
Ma naturalmente è Dominic Toretto il personaggio che ha finito per sovrapporsi più di ogni altro alla figura pubblica di Vin Diesel. Dal 2001 Fast & Furious ha trasformato un pilota clandestino di Los Angeles nel centro di un franchise mondiale e, nel farlo, ha progressivamente elevato proprio il concetto di famiglia a principio narrativo dell'intera saga. Per Dom non esiste quasi conflitto, missione o impresa che non venga ricondotta alla necessità di proteggere le persone considerate parte del proprio nucleo. È diventato un elemento talmente riconoscibile da essere contemporaneamente cuore emotivo dei film, slogan e persino terreno inesauribile per meme e battute.
La dichiarazione di Diesel assume quindi una sfumatura quasi inevitabile: l'attore che per oltre vent'anni ha pronunciato sullo schermo la parola “famiglia” come una sorta di credo personale chiarisce che quella vera rimane comunque fuori dal set. Dom può rappresentare una parte della sua identità, come lui stesso ammette, ma non quella capace di completarla.
Pauline porta con sé anche il ricordo di Paul Walker
C'è poi un elemento che rende proprio la fotografia con Pauline particolarmente carica di significato. Diesel scelse infatti quel nome in omaggio a Paul Walker, amico e collega con il quale aveva condiviso la costruzione della saga di Fast & Furious prima della morte dell'attore in un incidente stradale nel novembre 2013. Pauline nacque nel 2015 e Diesel spiegò in seguito di aver voluto mantenere in quel modo un legame con una persona che aveva considerato parte della propria famiglia anche lontano dalle telecamere.

È una continuità tra vita privata e storia professionale che accompagna Diesel ormai da anni. Paul Walker non è mai stato trattato semplicemente come un ex collega della saga e il ricordo dell'attore continua a comparire nei momenti nei quali Diesel parla tanto del futuro di Fast & Furious quanto della propria famiglia. Perfino l'annuncio di Fast Forever, il prossimo e conclusivo capitolo della storia principale, è stato accompagnato nel febbraio scorso da un'immagine di Diesel insieme a Walker e da parole dedicate al concetto di eredità.
Anche Vincent, il figlio dell'attore, ha avuto un piccolo contatto diretto con l'universo cinematografico del padre: nel 2021 ha interpretato una versione più giovane di Dominic Toretto nelle sequenze ambientate nel passato di Fast & Furious 9. Non sembra esserci dietro questa partecipazione la volontà di costruire necessariamente una dinastia hollywoodiana, quanto piuttosto un'altra delle numerose sovrapposizioni che negli anni hanno reso difficile separare completamente la famiglia reale di Diesel da quella raccontata sullo schermo.
Fast Forever chiuderà la storia di Dom nel 2028
La riflessione sulla paternità arriva inoltre mentre Diesel si prepara a tornare proprio nel personaggio che più di ogni altro ha segnato la sua carriera. Fast Forever, undicesimo capitolo della saga principale, arriverà al cinema il 17 marzo 2028 e viene presentato come la conclusione del percorso cinematografico centrale iniziato nel 2001. Il titolo e la data sono stati annunciati dallo stesso Diesel, che ha descritto la lunga strada percorsa dalla saga come qualcosa capace di trasformarsi in un'eredità destinata a sopravvivere alla conclusione della storia di Dom.

La fine del ciclo cinematografico non coinciderà necessariamente con quella dell'intero universo. Peacock ha già dato il via libera a una serie televisiva ambientata nel mondo di Fast & Furious, con Diesel coinvolto tra i produttori esecutivi, mentre ulteriori espansioni continuano a essere valutate. Il 2028 rappresenterà quindi più una conclusione della grande corsa di Dominic Toretto che una chiusura definitiva del marchio.
Proprio per questo la frase pubblicata dall'attore assume quasi il significato di un bilancio arrivato prima del capitolo finale. Diesel ha trascorso decenni dentro personaggi che, attraverso sequel e franchise, sono diventati una parte stabile della sua vita. Alcuni li ha creati quasi insieme alle saghe che li ospitavano, altri li ha trasformati attraverso la propria voce o fisicità, ma nessuno di loro sembra aver mai cancellato la distinzione fondamentale tra ciò che appartiene alla carriera e ciò che appartiene alla persona.
Dom Toretto può essere il personaggio che più di tutti ha definito Vin Diesel agli occhi del pubblico. Pauline, Hania e Vincent sono invece ciò che lui considera capace di definirlo quando le telecamere si spengono.
E per un attore che ha costruito un impero cinematografico ripetendo che tutto comincia e finisce con la famiglia, forse non poteva esserci conclusione più coerente.
